Guidare fino a cent’anni?

E’ proprio strano il senso comune! C’è chi ha scritto che, limitando la possibilità di guidare per gli ultraottantenni, si colpirebbe… una categoria, per di più indifesa… Ma quale categoria? Semmai, si potrebbe obiettare, qualche classe d’età…

Considerazioni stravaganti, che mi sembrano discendere da un’estensione arbitraria del concetto di “diritto”: ai vecchietti si vorrebbe togliere il “diritto” di guidare! Quasi che gli si volesse togliere la pensione, la casa o – che so – l’accesso ai giardinetti in compagnia dei nipotini…

Ma – c’è da chiedersi – guidare è un diritto? Direi proprio di no. E’ semmai una facoltà, che si può esercitare se è oggettivamente plausibile esercitarla. E, oltre una certa età, proprio non è plausibile. Pena la probabilità, tutt’altro che remota come ci ricordano le cronache, di causare danni gravi agli altri e a se medesimi.

Certo, non deve nemmeno trasformarsi in un obbligo, come avviene quotidianamente per schiere di pendolari a causa della vergognosa insufficienza (usando un eufemismo) del trasporto pubblico, specie locale e regionale…

Ho appena compiuto 65 anni. Sono ancora perfettamente in grado di guidare, anche se mi accorgo di dover usare una maggiore attenzione e prudenza. Ho formulato il proposito, che spero di avere la forza di onorare, di smettere di guidare fra 10 anni, quando ne compirò 75. E lo consiglierei a chiunque, ai sani e arzilli in primo luogo.

Ma, in termini di diritto, che cosa bisognerebbe fare? Non mi pare sufficiente intensificare le verifiche sanitarie per il rinnovo della patente. Questo va benissimo, ma non basta: un organismo può essere sanissimo anche in età avanzata, ma gli effetti dell’invecchiamento sono un’altra cosa: riflessi meno pronti, attenzione meno vigile e costante etc.

E allora sarebbe bene che si stabilisse un limite d’età oltre il quale, qualunque sia lo stato di salute, non sia più consentito guidare. Diciamo 80 anni, aggiungendo che sulle strade extra urbane il divieto dovrebbe partire dai 75 anni, mentre sulle autostrade la guida potrebbe essere consentita fra i 70 e i 75 solo se accompagnati da persona più giovane munita di patente.

Dice: e sia, guidare non sarà un diritto, ma spostarsi si”, perbacco! Certamente: non vorrei esser confinato, a nessuna età, al solo giro dell’isolato… E tram e autobus non son certo sostitutivi della comodità della macchina propria, che oggi è comunque garanzia d’autonomia, specie per un anziano. Mentre le tariffe dei taxi non son certo alla portata di tutte le tasche.

Sarà allora opportuno mettere allo studio un sistema di sconti per la fruizione dei taxi, da garantire alle persone oltre gli 80 (e magari anche prima, visto che non tutti i settantenni si sentono di guidare), da attivare mediante l’erogazione di speciali vouchers e da limitare o calibrare secondo il reddito (se possibile il reddito familiare).

Vogliamo provare a chiedere, ai settantacinquenni e oltre, quanti di loro sarebbero disponibili a rinunciare alla guida in cambio della concreta possibilità di prendere un taxi una decina di volte al mese?

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